PREBIOTICI: componenti alimentari sconosciuti

Negli ultimi anni è cresciuta molto l’attenzione nei confronti dei probiotici, organismi vivi che in quantità adeguate apportano beneficio alla nostra salute ma si parla ancora poco dei prebiotici e degli effetti positivi che essi producono.

Nonostante la somiglianza del nome, prebiotici e probiotici non devono essere confusi e non possono essere utilizzati come sinonimi.

Che cosa sono i prebiotici?

Identificati e nominati da circa 25 anni, i prebiotici sono componenti alimentari che non vengono digeriti e che arrivano immodificati fino al colon. In questa sede soltanto alcuni batteri sono in grado di fermentarli producendo acidi grassi a catena corta.

Qual è la funzione dei prebiotici?

I prebiotici sono in grado di stimolare selettivamente la crescita e l’attività di alcune specie batteriche (ad esempio i Bifidobatteri) che hanno proprietà benefiche per l‘organismo.  Quando condizioni di stress, farmaci e scorrette abitudini alimentari modificano l’equilibrio del microbiota (l’insieme dei batteri che popola il distretto intestinale), l’assunzione di prebiotici aiuta a migliorare la disbiosi intestinale e la sua stabilità.

Tramite tale modificazione del microbiota, i prebiotici riescono a rafforzare l’attività immunologica nella sede intestinale, ad aumentare l’assorbimento del ferro e la mineralizzazione delle ossa, a regolare il senso di sazietà e l’aumento di peso. Inoltre alcune evidenze scientifiche dimostrano che i prebiotici sono in grado di diminuire la concentrazione di alcune molecole infiammatorie.

Quali sono gli alimenti che contengono i prebiotici?

Cicoria, noci, topinambur, banane, miele, aglio, legumi, carciofi, cipolla, asparagi, segale, porri, sono solo alcuni esempi. Questi alimenti contengono inulina, frutto-oligosaccaridi e galatto-saccaridi, le fibre dietetiche che distinguono i prebiotici dalle altre tipologie di fibre. È proprio tramite queste molecole che tali alimenti svolgono le funzioni sopraelencate.

Come migliore strategia di integrazione c’è l’utilizzo dei simbiotici che prevede l’associazione diretta tra prebiotici e probiotici. In caso questo viene assicurata non solo la presenza dei ceppi buoni della flora batterica ma anche il loro substrato.

Fonti:

Gibson GR. Dietary modulation of the human gut microflora using the prebiotics oligofructose and inulin. J Nutr. 1999; 129 (7 Suppl.): 1438S- 41S.

Rastall RA. Functional oligosaccharides: application and manufacture. Annu Rev Food Sci Technol. 2010; 1: 305- 39.

Roberfroid M et al. Prebiotic effects: metabolic and health benefits. Br J Nutr. 2010; 104 (Suppl. 2): S1-63.

Macfarlane S, Macfarlane GT. Cummings JH. Review article: prebiotics in the gastrointestinal tract. Aliment Pharmacol Ther. 2006; 24: 701- 14.

2017-08-31T17:38:07+01:00